Segnalazioni di operatori

Ricoveri d'oro, La Regione Piemonte difende l'indifendibile

In merito ai ricoveri d'oro in case di cura private e della truffa da 10 mil. di euro ai danni dei cittadini piemontesi di cui la Gdf ha trasmesso gli atti alla Corte dei Conti ed alla Procura l'assessore alla sanità piemontese dopo avere convocato i direttori generali delle A.s.l.

Scandalo ricoveri in Piemonte

Oggi sono più scoraggiata del solito e credetemi non è da me.E' di qualche giorno fa la notizia che in Piemonte venivano manipolati i ricoveri di pazienti anche psichiatrici in almeno trenta case di cura private per un danno di 10 mil.

La SIP critica duramente l'assistenza psichiatrica in Sardegna

La politica regionale focalizza le risorse quasi esclusivamente sulle psicosi gravi (per es. schizofrenia), che vengono curate privilegiando gli aspetti socioassistenziali e negando o demonizzando cure basate su evidenze scientifiche e accettate dai protocolli internazionali. Così facendo si trascura il rimanente 70% delle altre malattie mentali cosiddette “minori” (disturbi d’ansia, disturbi dell’umore, disturbi del comportamento alimentare, disturbi di personalità, etc); anche queste, se non adeguatamente trattate, possono mettere a rischio la vita del malato.

Cagliari. Coro di proteste per il primario sospeso

Per la sospensione del Dottor Turri, Primario del Servizio Psichiatrico dell’ Ospedale SS.Trinità di Cagliari,
reo di essere non allineato con gli Amministratori Aziendali e Regionali della Sanità, protestano fermamente:
Ordine dei Medici di Cagliari
Ordine dei Medici di Oristano
Società Italiana di Psichiatria sezione Sardegna
Società Italiana di Psichiatria Forense
Ippogrifo Onlus
Associazione dei familiari per la tutela dei pazienti psichiatrici
AVO Cagliari
Associazione Volontari Ospedalieri
le Associazioni Sindacali:
UGL-SANITA’
ANAO-ASSOMED
ANPO

"Evidentemente Psicopoli": vi racconto la mia vita con i folli

Da circa tre settimane lavoro, per mia scelta, nell’Unità Operativa di Psichiatria degli Spedali Civili di Brescia. Sin da quando ero ancora studente, presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Firenze, fui sedotto dai folli e dalla psichiatria. Come ho sempre fatto ogni volta che mi sono trovato di fronte a qualcosa di intimamente interessante, andai alla ricerca dell’etimo di questo termine e mi sembrò quasi incredibile la richiesta rivolta al personale operante in questo settore!

Psicolandia

Tra il 1470 ed il 1530 gli Amadeiti fondarono il convento di S. Francesco, una delle tredici opere che sorsero nel bresciano. Chi avrebbe mai immaginato che, a distanza di circa cinque secoli, il suo suggestivo chiostro, unitamente alle pittoresche rive del lago d’Iseo su cui si erge, avrebbe scandito bellezza ed unicità dell’ambiente che accoglie l’attuale SPDC ?

A porte aperte per te

"Che cos'è la follia? La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia. Invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragion d'essere".
Franco Basaglia

Giocando con desideri, idee e parole, grazie a 3 triplette di consonanti ed 8 vocali, mi è spuntato in mente uno slogan che mi sembra possa sintetizzare e coincidere con quanto il Dipartimento di Salute Mentale di Iseo desidera comunicare, nel medesimo istante, a se stesso ed alle tante persone che ad esso si rivolgono nella ricerca di una possibile risposta ad un problema di salute: “A porte aperte per te”.

Da poco più di un anno sono felicemente parte del DSM di Iseo e spesso ho partecipato e/o attivato discussioni relative alla prospettiva di un Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura che non si avvalga più di chiavi e serrature, che rinunci a questi “ausili” di sicurezza in nome di una possibile e maggiore quota di autodeterminazione, che sia capace di barattare la paura del pericolo con il diritto alla partecipazione attiva nei processi di cura. Non è certo un mistero che io sia un convinto assertore della psichiatria “s”chiavizzata dal desiderio di apertura fisica e mentale, ma soprattutto capace di mettere in discussione il proprio potere!

Ecco perché riapriranno i manicomi, se società e politica continueranno a ignorare la malattia mentale

Il fatto
La mattina del 24 maggio 2000, ad Imola, un ospite presso una Comunità Residenziale per pazienti psichiatrici cronici, dimesso dal manicomio nel 1995 con diagnosi di “Sindrome residuale in psicosi schizofrenica”, sig. G. M., uccise dolosamente con una coltellata un educatore, Sig. A. C., salito in camera sua a portare la terapia del mattino. L’omicida fu successivamente dichiarato non imputabile e per il delitto sono stati condannati per “omicidio colposo” lo scrivente, che lo aveva in carico come consulente psichiatra, e l’educatrice responsabile della Comunità.
La condanna dell’educatrice è stata recentemente confermata anche in secondo grado. Per lo scrivente, giudicato con rito abbreviato, l’iter processuale si è concluso: vi è stata una prima sentenza di condanna (Bologna, 25 novembre 2005), confermata in secondo grado (Bologna, 12 gennaio 2007) ed infine ribadita in Cassazione (Roma, 14/11/2007).
E’ bene chiarire che la sentenza non riguarda l’avere causato un aggravamento della patologia, ovvero lesioni personali, al proprio assistito perché il sottoscritto era già stato precedentemente giudicato in merito al trattamento somministrato al paziente per i reati di cui agli artt. 590 e sgg. c.p., procedimento che si concluse con l’archiviazione (Bologna, 21/11/2002).

Intervento del PDCI contro lo sfratto del centro di salute mentale di Monte di Dio

In una lettera indirizzata al Sindaco di Napoli, agli Assessori all’Edilizia, al Patrimonio e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, all'Assessore alla Sanità della Regione Campania, al Direttore A.S.L. Napoli 1 e al Direttore del Dipartimento per la Salute Mentale ASL NA1, il gruppo consiliare del PDCI porta all’attenzione il sempre più grave allarme che riguarda le famiglie e gli utenti del Servizio di Salute Mentale del Distretto 44 in Via Monte di Dio, a causa dello sfratto previsto per dicembre 2008.
Segue il testo della lettera:
"L’episodio (lo sfratto del centro di salute mentale) s’inquadra, purtroppo, in ciò che ci appare come un graduale ma sistematico arretramento a Napoli dell’assistenza pubblica per il disagio psichico, con il rischio di trasformare la sofferenza mentale in un nuovo e più lucroso business privato.
Troppe le promesse fatte nel corso di questi anni per la sede del Servizio di Monte di Dio.
Ricordiamo che il Comune mise a disposizione un edificio da ristrutturare in Via Fornelli, del quale però si vocifera una diversa destinazione d’uso, e precisamente ad albergo a quattro stelle.
D’altra parte, anche le promesse della Regione sono rimaste vuote parole o peggio ancora si sono trasformate nella proposta di trasferimento dell’Unità Operativa in un fabbricato di Vico San Matteo, totalmente inadatto sia per la fatiscenza che per la sua collocazione.
Ulteriore ipotesi avanzata dalla ASL sarebbe il tentativo di rinnovo del contratto di locazione con un consistente aumento del canone.
Le preoccupazioni sono davvero notevoli e assolutamente giustificate.
Non si può e non si deve lasciare l’utenza e gli operatori nell’ansia dell’incertezza, o proporre soluzioni di ripiego inadeguate per un servizio che risponde alla domanda di circa 2500 utenti bisognosi di attenzioni e cure tanto più continuative, sicure e di qualità.

Legge Basaglia: dopo trent’anni il caos

Troppe inadeguatezze e malati e famiglie ancora più soli di prima