Un malato psichiatrico non può essere una sventura

LODI — «Mi rendo perfettamente conto che la legge regionale può provocare grossi problemi. Il caso di Fombio, così come altri simili, andrebbe «maneggiato» con estrema cautela. Di certo non si può dire però a priori che un paziente che viene trasferito da una struttura all’altra è destinato per forza a peggiorare. Non è sempre un salto nel buio». Questo il parere del dottor Eligio Gatti, direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Ospedaliera di Lodi. «Ci troviamo di fronte a meccanismi e a disposizioni previsti dalla Regione in quanto tali — aggiunge, senza voler entrare troppo nel merito del commento alla legge —. Sono regole di sistema che fissano paletti e vincoli e sono consapevole possano mettere in crisi alcune famiglie. A maggior ragione in questo momento storico in cui tante famiglie sono alle prese con problemi economici, hanno persone senza lavoro o in cassa integrazione. Nel caso in questione il paziente, assistito fino a poco tempo fa dal sistema sanitario, passa «in carico» al sistema socio-sanitario.

Ciò adesso rischia di essere molto pericoloso. È un allarme che ho già avuto modo di lanciare qualche mese fa. Sono smagliature larghe del nostro sistema di welfare a cui bisognerebbe porre rimedio. Avere in casa un malato psichico rischia di diventare una vera sventura». Il dottor Gatti traccia anche il quadro delle strutture del Lodigiano pronte ad accogliere questi pazienti. «Siamo piuttosto carenti di ambienti dove possano essere ospitati coloro che hanno già fatto un percorso riabilitativo e che hanno un minimo di autonomia — dice —. Servirebbe una rete più diffusa pronta a mettere in campo strutture non ghettizzanti. Solo adesso il terzo settore inizia a muoversi. A San Fiorano ad esempio è decollata una nuova esperienza progettata dal nostro dipartimento e dalla associazione Amici di Sissi. Sono stati inaugurati tre mini-alloggi per persone parzialmente autonome. È un modello interessante che speriamo altri possano seguire».

T.T.

Articolo correlato: La Regione aiuti mio fratello

Fonte Il Giorno