Una barca come ‘premio’ a un dirigente dell’Asl Na1

I retroscena dell’inchiesta che ha visto coinvolti dipendenti del Comune e della Regione
“Nominati a tavolino i professionisti che dovevano occuparsi della realizzazione di una clinica”
L’indagine avviata dopo la denuncia di un architetto rimosso da un incarico a causa della “ingerenza” del direttore del servizio tecnico centrale della struttura

di Manuela Galletta
NAPOLI – Elegante e raffinata. Comoda e vivibile. Dotata di due bagni e di due cabine letto, una delle quali matrimoniale. Ma soprattutto costosa. L’imbarcazione Fiart 40 è tra i gingilli di una delle più prestigiose aziende nel settore della nautica. L’imprenditore Vincenzo Cotugno, titolare della società
Fire controll e da ieri in carcere nell’ambito dell’inchiesta su un giro di gare d’appalto pilotate che vede coinvolti anche funzionari e dipendenti di Regione e Comune, ne aveva una. E non esitò a donarla al colletto bianco di turno che lo aveva aiutato nel momento del bisogno. Un regalo costoso per un piacere
importante. Vincenzo Cotugno non badava a spese per ingraziarsi quanti potevano garantire alla sua ditta l’aggiudicazione dei lavori più importati banditi da enti pubblici. E Claudio Ragosta, sino allo scorso
settembre direttore del servizio tecnico centrale dell’Asl Na 1, dicono gli inquirenti, non si era tirato
indietro nell’avvantaggiare l’amico imprenditore.
La barca Fiart 40 se la sarebbe ‘guadagnata’ così. Mettendosi a disposizione del quarantunenne.
E’ quanto emerge dalle 108 pagine di ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini
preliminari Pia Diani della quarantesima sezione penale del tribunale di Napoli a corollario dell’indagine sul sistema di connivenze vantato dalla Fire controll. E l’episodio, si sottolinea nel fascicolo, non è secondario ai finiti dell’attività investigativa coordinata dai pubblici ministeri Novelli e Maddalena.
Anzi, quell’episodio rappresenta il cardine dell’intera indagine che ieri è sfociata in dodici arresti. E’ il 7 dicembre del 2006 quando un architetto di Napoli varca la soglia degli uffici della procura partenopea. Deve sporgere denuncia. Una denuncia che come un treno investirà Claudio Ragosta, iscritto nel registro degli indagati pochi mesi fa dal pm Novelli. Lui, il professionista, lamenta la rimozione da un prestigioso incarico avvenuta a causa dell’ingerenza del funzionario dell’Asl.
L’amministratore delegato di un’impresa edile l’aveva contattato un anno prima incaricandolo di redigere la progettazione preliminare per la realizzazione, in un immobile di proprietà di un ordine religioso, di una clinica privata in convenzione. Il progetto, concluso agli inizi del 2006, era stato favorevolmente
accolto sia dal committente che dalla rappresentante dell’ordine religioso, il che aveva lasciato pensare all’architetto che a lui sarebbero state affidate anche le attività successive di progettazione esecutiva e di direzione dei lavori. Ma la cosa non andò così. Nel luglio 2006 il professionista venne sollevato dall’incarico. E la ragione di una simile decisione, l’architetto non ha mancato di riferirla agli inquirenti. “L’amministratore delegato dell’impresa confidava all’architetto di essere stato costretto, pur essendone
pienamente soddisfatto, a fare meno del suo contributo professionale a causa delle pressioni ricevute da dirigenti del settore tecnico dell’Asl Na1 che, d’altra parte, erano in grado di condizionare, con l’eventuale mancato rilascio dei necessari pareri favorevoli, il rilascio della autorizzazione ad operare”,
si legge nell’ordinanza a firma del gip Diani. Ma non è tutto. L’architetto racconta ancora che “l’amministratore delegato dell’impresa aveva particolarmente sofferto l’intervento definito ‘arrogante’ di tale Ragosta che, in occasione di un incontro tenuto presso il suo ufficio aveva imposto a lui ed al padre, presente all’incontro, la nomina sia dell’impresa che del direttore dei lavori”. L’architetto non aggiunge altro. Ma per la procura è più che sufficiente per passare ai raggi x la vita di Ragosta al fine di comprendere le ragioni del suo intervento a gamba tesa in quell’affare.
La Finanza ha il compito di indagare. E la scoperta arriva quasi subito: nella disponibilità
del funzionario dell’Asl c’è una barca modello Fiart 40 di notevole valore economico “difficilmente compatibile con i redditi legittimi del Ragosta e di sua moglie, biologa anch’essa dipendente dell’Asl Na1”. Si scava ancora. E alla fine si scopre che la “proprietà del natante risultava fare capo ad una società di leasing” e che “il conduttore era Vincenzo Cotugno”. Un “dato significativo”, scrivono gli inquirenti. La chiave di volta di un’indagine che già fa tremare il mondo della politica napoletana.

FONTE: Cronache di Napoli del 19/12/07