Vi racconto la mia vita con mio fratello schizofrenico

«Mi chiamo Giuseppe. Ho 48 anni. Vivo in un paese sardo del centro-nord. Per mille motivi, preferisco non dire dove con esattezza. Faccio lo stagionale durante l’estate in un villaggio vacanze sulla costa. Anche su questo aspetto voglio tenermi sul vago. Perché lavoro solo per pochi mesi? Non posso fare diversamente: devo assistere il mio unico fratello. Lui è molto malato. Non può fare a meno di me, dei nostri anziani genitori, delle due sorelle. Di che cosa soffre? Penso di ricordare bene la diagnosi: “schizofrenia paranoide con crisi mistiche”. Male difficile da accettare. Per tutti: per il paziente come per i parenti. Non si guarisce. Mai. Si può solamente sperare di convivere con questa tragedia, augurarsi di affrontare condizioni sopportabili. Riuscirci non è stato semplice. Anzi. È vero il contrario. In realtà, la nostra vita si è rivelata, ed è ancora adesso, un calvario: per l’intera famiglia.
Se avete il fegato e il cuore di stare a sentire, vi racconto per quali motivi.
«Valerio, mio fratello, che oggi ha 46 anni, è sempre stato un ragazzo intelligente. Sanissimo sin quasi a vent’anni. Ha frequentato l’istituto d’arte. Dipingeva in maniera apprezzabile, così come può fare tuttora quando ne ha voglia. Dopo il diploma con buoni voti, si è iscritto in una facoltà universitaria della penisola, andando a stare in un convitto. Ed è proprio qui che di lì a poco sono sorte le prime difficoltà. Il rettore, persona che conoscevamo, un giorno ci ha chiamato al telefono dicendoci: “Dovreste venire subito: Valerio si comporta in modo strano, non è più lo stesso, fa cose inspiegabili”. E noi, perplessi: “Cioè: che cosa combina con precisione?”. “Esce e non dice dove va. Sta fuori a lungo. Passeggia sino a notte. Non si cura più dell’aspetto fisico. Quando gli chiediamo che cos’ha, risponde con discorsi strampalati”. Siamo partiti. Il rettore aveva ragione. Valerio non era più il ragazzo che avevamo conosciuto fino a pochi mesi prima. Ha interrotto gli studi. Siamo ritornati in Sardegna con lui. Abbiamo consultato un medico che ci ha indirizzati da uno specialista. La diagnosi di schizofrenia accompagnata da paranoia, che da allora lo spinge a vedere complotti in ogni luogo e da parte di chiunque, è stata chiara immediatamente. È uno stato psichico seguito da ciclici e ricorrenti periodi di esaltazione religiosa. Mio fratello, in sostanza, crede di essere l’unto del Signore. Prescelto da Dio per una missione di salvezza tra gli uomini. Come Gesù. Perciò pensa di essere perseguitato e di dover subire una specie di martirio.
«Non è stato facile accettare questo verdetto spietato, inesorabile. Non lo è stato né per me né per i miei genitori né per le mie sorelle. Abbiamo comunque cercato di farci forza. Ma le cure non si sono rivelate pari alla gravità delle sue condizioni. All’inizio ci è parso che la sua situazione sia stata fortemente sottovalutata. E tanti medici non ci hanno aiutato. Alcuni si sono dimostrati incompetenti. Altri hanno suggerito rimedi scarsamente praticabili. Altri ancora non hanno nascosto cinismo e indifferenza per il suo caso, certo uno dei tanti, per loro. Nel frattempo Valerio è stato giudicato incapace d’intendere e di volere, esonerato dal servizio militare, successivamente dichiarato invalido civile al cento per cento. Oltre alla pensione, alla fine gli è stata riconosciuta l’indennità di accompagnamento: come familiari le percepiamo noi perché siamo appunto noi che ci occupiamo a tempo pieno di lui.
«Com’è stato questo periodo iniziale della malattia? Penoso, a dir poco. Valerio è passato da un ricovero a un altro, sempre in reparti psichiatrici dell’isola. Intanto ha cambiato del tutto le abitudini di vita. Per anni ha letto moltissimo. Soprattutto testi di filosofia. Kant, Nietzsche, Hegel. Poi sono cominciati i ricoveri coatti: non è che fosse violento, però “disturbava”. Una volta, poi, ha aggredito un sanitario e quello ha chiamato i carabinieri. Dopo le terapie, veniva dimesso e tutto riprendeva come prima. Non si lavava. Non si puliva. Non dava retta a nessuno. Tempo fa, all’indomani dell’ennesimo intervento dei militari in paese, è stato rinchiuso in un ospedale psichiatrico giudiziario della penisola. Non potevamo telefonare né scrivergli né andare a trovarlo. Un giorno, passati sei mesi, riceviamo una chiamata dal porto di Olbia la mattina molto presto: “Sono Valerio: vi aspetto qui, venite a prendermi”. Era stato dimesso e nessuno ci aveva avvertito. L’avevano accompagnato a Civitavecchia, aspettato che s’imbarcasse sul traghetto e poi se n’erano andati. Devo fare qualche commento? Non credo sia il caso. È uno dei tanti episodi della nostra odissea che parla da sé.
«Nella fase centrale della malattia le cose sono migliorate soltanto in parte. Valerio ha visto di tutto: letti di contenzione, elettroshock, assistenza domiciliare, affidamento in comunuità. Ma la questione di fondo, per lui, è sempre stata quella di accettare d’assumere i farmaci indispensabili per il suo caso. Quando non li prendeva con regolarità, non ragionava più. Dopo breve tempo, finiva di nuovo in reparto. Con atti di autolesionismo e tentativi di suicidio. E con disagi per il nostro trasferimento di residenza e il passaggio da un’Asl all’altra. Quando i carabinieri si presentavano nella piazza del paese per aiutare gli infermieri a caricarlo sull’ambulanza, non opponeva mai resistenza: si limitava a guardarsi intorno con malcelata soddisfazione. Pareva che dentro di sé pensasse: “Vedete, fanno così perché io devo pagare per i vostri peccati”. Durante uno dei ricoveri gli si è sviluppata una gravissima intolleranza ai medicinali che gli venivano sommistrati. È stato salvato in extremis dopo il trasferimento d’urgenza in Ematologia. Da allora lo convinciamo ad assumere psicofarmaci compatibili con il suo stato dicendogli che servono per evitare che possa ripiombare nel coma. Oggi li riceve attraverso il medico di base, che a sua volta li ottiene per lui dai servizi psichiatrici dell’Asl. Ma di fatto non ha quasi più contatti con gli specialisti. E noi, alla lunga, ci siamo stancati di atteggiamenti che andavano dalla supponenza all’arroganza.
«Adesso riesco a fargli fare una doccia due volte alla settimana. Lo convinco a non mangiare e a non fumare in modo eccessivo. Da quattro pacchetti di sigarette è sceso a uno solo. Quando esce, gira un po’ in strada conversando con gli anziani che lo sopportano. Poi va nei bar del paese. Beve birra e alcolici. Anche in questo caso, eccessivamente. Si alza tardi e si addormenta altrettanto tardi. Legge poco. Non si concentra su niente. Va accudito come un bambino. Che cosa fare per migliorare la sua vita e quella di tanti come lui? Posso parlare solo alla luce della mia esperienza. Un paziente come Valerio dovrebbe venire impegnato durante la giornata in attività assidue che lo facciano sentire utile. Sono contrario al fatto che ammalati così vengano sradicati dal loro ambiente: possono peggiorare, la casa è il luogo migliore. Ma le visite specialistiche vanno programmate nei posti di lavoro: per non suscitare reazioni sbagliate.
«In generale, al di là della situazione di mio fratello, giudico senz’altro opportuni i centri d’assistenza per la salute mentale aperti 24 ore su 24 come i pronto soccorso. Ne sento parlare da tempo, non so se funzionino davvero e dove siano dislocati. Il ricovero va comunque considerato l’ultima soluzione. Andrebbero poi superate grosse lacune nella formazione, soprattutto da parte degli infermieri. Non ha senso che il personale abbia spesso un livello culturale più basso dei malati: come può affrontare con loro un dialogo decente? In ogni caso nelle scelte di fondo è fondamentale coinvolgere maggiormente noi familiari. È chiedere troppo?».

  • Anonimo

    io ho letto,con cuore come sempre visto che ne ho passate di tutti i colori e non rido certo per le disgrazie altrui come mi è capitato in un blog dove ho raccontato la mia storia.errore grave."Quando sei nella sventura e cerchi compassione dal prossimo, gli porgi una parte del tuo cuore. Ti ringrazierà, se ha buon cuore; se ha il cuore duro, ti disprezzerà."K.Gibran.

    io mi sono ammalata a 18 anni anni circa.anche io ero molto intelligente.altrettanto sensibile.La faccio breve……avevo alti e bassi.negli "alti" seppur imbottita di psicofarmaci che ho sempre rifiutato e con magari un piede rotto perchè riuscivo sempre a scappare lol dal…manicomio (non si chiamano più così ma ….è lo stesso)lavoravo.avevo una forza di volontà incredibile e seppur senza fissa dimora pure perchè i miei non mi volevano riuscivo sempre a ricominciare.alti e bassi.un'adolescenza allucinante.anche io leggevo molto e lo faccio tuttora.poi mi sono sposata e sono stata bene circa 17 anni.la scorsa estate a causa di..incomprensioni in famiglia mi sono ammalata ancora.depressione ma io so cosa mi "frulla nella testa e so che è qualcosa di più grave.ora mi è passata di nuovo anche se rimane la depressione.

    c'entra la religione.io credo che "noi" schizofrenici abbiamo una sensibilità particolare che però non riusciamo ad ..incanalare nel verso giusto.non so come spiegare.anche io mi sento perseguitata ma solo perchè non mi accetta nessuno.se sto bene e parlo di pace e amore non mi capisce nessuno.non è un sentirsi gesù Cristo ma un bisogno di dare amore.di riceverne anche.la normalità non ci basta.

    io ho fatto un blog dove all'inizio piacevo a tutti.simpatica ecc…ma se poi racconti del tuo passato e soprattutto della tua malattia ti rinnegano tutti.

    ci sentiamo perseguitati perchè la sofferenza è enorme.per me l'iniezione ed un prelievo erano torture anche psicologiche perchè ritenute ingiuste oltre a sapere che sarei stata più male.notti intere a guardare il soffitto in paranoia.io ricordo tutto.tutto quello che facevo e pensavo quando non stavo bene.non trovi feeling con nessuno.ci si sente orribilmente soli.anche io ho tentato più volte il suicidio.su strutture e medici no comment.tanti auguri di cuore.

    • Nada

      Ciao io sono nada ho un fratello affetto da schizofrenia ormai da quasi 15 anni.ti capisco benissimo purtroppo in italia siamo circondati da un esercito di persone ignoranti sopratutto di una sanità che solo pietà ora mio fratello e in piena crisi e completamente fuori di testa nessuno fa niente perché nn è aggressivo .ma io mi sono sempre chiesta perché aspettare che succeda l’irreparabile se si può evitare .ora e in preda alla follia dice che due uomini le dicono di fare brutte cose ,tutto quello che riguarda la tecnologia corrente onde magnetiche lui disattiva con il pensiero perché lo disturbano .lui fuma ma compra le sigarette poi le butta perché secondo lui anno sostanze che lo uccidono e che mettono solo per lui .comunque ora stiamo provando a fargli riassumere la terapia nonostante il medico che lo ha in cura se ne lavata le mani e una incompetente lui le ha detto che voleva partire e lei li ha datto il consenso ci ho litigato io mia sorella ma niente da fare nn fanno nulla nn so più cosa fare i mie genitori nn ce la fanno più e a lui le voglio troppo bene e soffro tanto a vederlo così spero di riuscire a fare qualcosa mi sento impotente ciao ti auguro di stare bene

    • Emiliano De Mattheis

      come ti chiami. voglio conoscerti.

  • Anonimo

    ANCHE IO SON SARDA E ANCHE MIO FRATELO SOFFRE DI SCHIZOFRENIA..SI è AMMALATO A VENT ANNI..ORAMAI SON 4 ANNI E MEZZO CHE CONVIVIAMO CON QST GRANDE DOLORE..IO NE HO SOLO 18 E ALL INIZIO è STATO MOLTO DIFFICILE ACCETTARLO..MI VERGOGNAVO E UN Pò MI VERGOGNO TUTT ORA DI LUI..PERCHè LE PERSONE NON CAPISCONO, VEDONO CHE è DIVERSO DAGLI ALTRI E PURTROPPO NN RIESCE A INTEGRARSI ALL INTERNO DELLA MIA CITTADINA..ESCE DA SOLO GIRA PER I BAR, STA CON CHI GLI CAPITA..FUMA COME UN TURCO..POVERINO NON è CATTIVO NON SO NEANCHE SE SI RENDE CONTO DI CIò CHE HA..PRENDE LE SUE MEDICINE REGOLARMENTE ED è CONTROLLATO DALLA PSICHIATRA ALMENO UNA VOLTA AL MESE…PER ME PERò è UN INCUBO..HO PAURA DI COSA NE SARà DI LUI,DI COSA PUò FARE SE NN RISPETTA LA CURA E DEVO CONVIVERE OGNI GIORNO CON ATTEGGIAMENTI CHE I "NORMALI" RITENGONO SIANO DA "PAZZI"..NN SO DOVE SI IL CONFINE..SO SOLO CHE PER QUANTO MI SI DICA CHE IL CERVELLO PURTROPPO SI AMMALA COME ALTRE PARTI DEL CORPO E NON POSSIAMO SCEGLIERCI LE MALATTIE ,è INDUBBIO CHE QUELLE MENTALI SIANO UN MALE LECERANTE CHE COINVOLGE TUTTA UNA SERIE DI FATTORI SOCIALI E EMOTIVI NON SOLO DELL AMMALATO MA DI TUTTA LA FAMIGLIA…SOLO CHI C'è DENTRO LO PUò CAPIRE

  • Anonimo

    anche mio fratello era cosi 30 anni fa.ora e’ in manicomio ed e’ diventato come uno zombie dai troppi psicofarmaci che gli hanno dato.ti posso solo dire questo: non vergognarti di lui ,accettalo come e’, fregatene degli altri,mettiti nella sua testa e pensa che lui e’ solo diverso da te e basta senza pregiudizi.accettalo come e’, e’ essenziale,e’ la base della tua serenita’ e del suo miglioramento.non cercare di cambiarlo e’ fatto cosi’ non essere ostile con lui ,e’ peggio, non rifiutarlo,digli che ha ragione, parlagli ,spiegagli che le persone sono tante e diverse e lui e’ semplicemente fatto cosi.dategli affetto innanzitutto, credimi e niente psicofarmaci solo nella fase acuta se la avra’,attenti agli psicofarmaci lo rovinano e basta ciao stai serena e vivi la tua vita.

    • Michele

      Dopo aver letto un po di queste storie ho le lacrime agli occhi. Ho un fratello 28enne in queste condizioni da circa 3 anni. Vivo lontano dai miei sono sposato e ho una figlia. Dopo qualche mia puntatina al paese chiamato da mia madre per cercare soluzioni a questa tragedia, mia moglie mi ha proibito di andare dai miei in quanto mi vede ritornare distrutto e affranto. Ultimamente gli eventi sono precipitati anche perchè l’altro fratello 38enne nullafacente, ha manifestato sintomi di psicosi di tipo ossessivo e spesso si unisce al fratellino con ingiurie e violenze, minacce verso tutti compreso il condominio…. Mia moglie mi ha detto di tagliare completamente i ponti perchè ha paura che questa cosa possa recepirla pure io…… Non credo ma la serenità della mia famiglia viene prima di tutto?….

  • ady jane

    salve,
    mio fratello era malato di schizofrenia gli e’ stata diagnosticata a 17 anni circa prima di farne 19 si e’ suicidato.

    era intelligente e bello, troppo sensibile forse, ero gelosa di lui fin da bambina perche’ era piu’ piccolo di me.

    Prima che si scoprisse la sua malattia pensavo si comportasse cosi’ stranamente per cattiveria, e litigavamo spesso. ora ripensando a quei litigi mi sento uno schifo di persona.

    Una volta ha picchiato mio papa’ e gli ho detto che lo odiavo, per tutta risposta si e’ messo a ridere mi ha fatto paura,era inquietante il suo atteggiamento finche’ non abbiam scoperto che era malato.

    e’ stato per pochi mesi in ospedale, ma nessuno mi sembrava particolarmente affidabile.

    Lo vedevo sempre piu’ magro con gli occhioni blu sporgenti e tristi. era sempre pallido per causa dei medicinali credo.

    Poi una sera dopo essere scappato dall’ospedale era a casa con noi tutto a un tratto il tonfo…si era buttato dal balcone.

    quando ho visto la sua faccia spiaccicata sul cemento con un occhio diventato larghissimo e il sangue sulla bocca pensavo non e’ morto si e’ solo deformato un po’.

    sembra pazzesco ma non riuscivo a credere che fosse morto. quando l’hanno portato via volevo a tutti i costi gli togliessero la coperta dalla faccia per paura che non respirasse.

    Poi ho vomitato ho pianto per alcuni giorni e successivamente sono tornata al lavoro come niente fosse e sinceramente dopo la sua morte sono andata avanti con la mia vita con forza ma adesso sto male, sto facendo un percorso inverso credo.Ogni mese mi sento peggio.

    Certe volte non dormo e quando vado al cimitero sento il cuore che batte all’impazzata e l’angoscia che mi si ferma in gola.

    Penso a lui spesso e se vedo qualche ragazzo alto con i calzoni larghi in metropolitana ad esempio mi vien da svenire perche’ penso sia lui..non so se e’ normale tutto cio’, mi sembra di essere patetica una volta sono scoppiata a piangere al cinema dopo aver visto un film ” si puo’ fare” che parla dei malati di mente. Il mio ragazzo non sapeva cosa fare volevo sprofondare nel sedile.

    Siete fortunati ad avere vostro fratello ancora in vita.

    Baci

    • moonshadow

      Ciao Jane,
      ho letto e riletto le tue parole..il dolore che fuoriesce dal tuo commento ha trafitto il mio muro di solitudine. Anche io, come te, ho perso mio fratello. Ed anche mio fratello, come il tuo, era malato di schizofrenia. Non sono mai riuscita ad accettare la sua situazione. Non riuscivo più a credere che il mio fratellino fosse diventato un altro. Mi sono accorta che tutto stava prendendo un’altra piega , quando ha cominciato ad isolarsi ed allontanarsi dalla fidanzata. Aveva fiducia solo in mia mamma, mio padre e in me, ed a volte neanche in noi.
      Prima di ammalarsi era un ragazzo bellissimo, invidiato e corteggiato da tutti… Le mie amiche venivano a casa solo per guardarlo. Era intelligente..ma di una intelligenza spaventosa, che io non ho mai trovato in nessun ragazzo. Amava la musica più di stesso e pensavo che quella avrebbe potuto salvarlo. Ma niente..
      La sua e la nostra vita è stata un continuo di psicofarmaci, ospedali, sert, ricoveri…un incubo..ma ci siamo stati sempre vicino. Pensavo che saremmo riusciti ad uscire da questo inferno grazie alla sua forza di volontà (alternante) e alla sua intelligenza.
      il giorno del suo compleanno sono partita per 10 mesi in Europa del Nord. Ero contenta di aver vinto qst borsa di studio, ma già progettavo ai futuri viaggi da fare con mio fratello al mio ritorno.
      Sono partita. Pensando che avrei finito finalmente gli studi e avrei potuto dedicarmi a mio fratello.
      Non ho avuto il tempo di fare niente.
      Un maledetto giorno mi chiamano e mi dicono che devo tronare urgentemente a casa perchè mio fratello aveva avuto un infarto. Prendo il primo volo che trovo. Compro un regalo a mio fratello sperando di riabbracciarlo. Volevo stre solo vicino a lui. Quando torno trovo un manifesto davanti al portone e la porta aperta della mia casa. Se mi avesse investito un camion avrei provato meno dolore…
      non ho potuto riabbracciarlo..non ho potuto neanche dirgli ti voglio bene…
      adesso i giorni passano…
      la vita prosegue ..per tutti..ma per me è finita quel giorno…
      ti capisco in pieno…capisco ogni parola che hai scritto..ed anche se non ti conosco ti abbraccio immensamente

  • Barbara

    Non posso immaginare di perdere un fratello, e capisco come tu ti possa sentire Jane. Ciò che racconti è un triste vissuto, non è possibile per me pensare che le tue reazioni non siano piu’ che normali di fronte a tanta sofferenza.
    Ma è la vita. E tu certo non ne hai colpa. Anche a me è successo per parecchio tempo di vedere mio padre ovunque, a distanza di tempo dalla sua morte, e di piangere. Non so perchè succeda, ma so che succede. Col tempo passa Jane, e rimangono i ricordi. Ed a quelli ti aggrapperai, nella speranza che tuo fratello oggi riposi in un luogo migliore di questo.
    Ti faccio tantissimi auguri.

  • Barbara

    Quello che piu’ di tutto mi lascia senza parole di te, anonimo sardo, che hai raccontato la storia di tuo fratello, è la dignità che hai mostrato nel non avere mai parlato delle sofferenze personali e familiari che un malato di questo tipo dà. Riempie il cuore vedere che c’è chi sta vicino ad un proprio caro pensando al suo di dolore e non parlando del dolore che la sua malattia può causare a tutti coloro che sono intorno. Dolore che inevitabilmente c’è, con mille e una difficoltà.

    Quello che tu chiedi è secondo me l’esempio piu’ classico di come il piu’ delle volte le soluzioni si possano trovare nelle cose piu’ piccole e piu’ vicine a noi, quelle piu’ logiche. Trovo estremamente giusto che un malato con problemi di questo tipo possa e, anzi, debba stare dove è sempre stato: nel suo paese, nella sua città, accanto – e non distante, come invece avviene – alla propria famiglia. La verità è che basterebbe poco se non altro per lenire certi momenti drammatici, con personale un po’ piu’ ricettivo alla problematica e, come tu giustamente dici, davvero meno ignorante.

    Ed è proprio l’ignoranza che porta a far vivere le persone che soffrono così tanto in queste situazioni che piu’ che essere di aiuto si propongono come effetto tampone visivo: ovvero ciò che potenzialmente fa credere che abbiano aiuti agli occhi degli altri, ma che in sostanza aiuto non ne dà proprio. E tuo fratello ne è un esempio eclatante.

    I media potrebbero davvero aiutare tutti noi a sollevare il problema in modo corretto facendo sì che QUESTE problematiche, quelle di noi gente comune vengano ascoltate e messe di fronte a tutti nella loro crudezza reale, sollevando un po’ di scalpore e mettendo a nudo quella è la nostra situazione “mentale” nelle mani della Sanità.

    Con la speranza che venga presto fatto qualcosa, ma pur rimanendo fortemente dubbiosa nel merito, rivolgo a te e a tuo fratello tantissimi auguri, e a te ancora rivolgo la mia personalissima nota di merito per l’esserti espresso così come hai fatto.

    Dalla Sardegna alla Lombardia… siamo davvero un unico, triste Paese.

  • manjola

    la mia mamma è schizofrenica ,ero una bambina triste con lo sguardo profondo e tanta paura che un giorno potevo diventare anche io cosi, le amiche della scuola dopo che scoprivano come era la mia mamma non venivano più a casa mia, ho lottato per cambiare il suo atteggiamento,ma ero solo una bambina,non capivo. man mano che crescevo diventava ancora più difficille,ora sono diventata citt,italiana e da poco ho i miei genitori con me sono figlia unica e con 3 figli.Non so ancora cosa fare per mia mamma,non so quali diritti ha come malata di schizofrenia visto che ha solo il permesso di soggiorno e vorrei qualche aiuto almeno a livello informativo-vi ringrazio-

  • tinalepri

    con il permesso di soggiorno vai al distretto del tuo quartiere e chiedi se nella tua ASL sono previste delle prestazioni ordinarie o in urgenza per la psichiatria.
    può essere seguita e i farmaci nei servizi territoriali, in alcuni, hanno la gratuità.
    non sono possibili interventi di tipo sociale che sono ordinari per i cittadini italiani co la stessa patologia la schizofrenia, ma puoi informarti al servizio sociale del tuo comune.
    può essere più facile farle fare un ricovero ospedaliero e chiedere una consulenza psichiatrica. Chiedi al tuo medico curante.

  • Filo

    ciao a tutti! belle parole. ci si può capire solo “fra noi”. anch’io ho un fratello schizofrenico. inizialmente pensavamo fosse drogato; l’abbiamo seguito e non abbiamo capito nulla per mesi, fino a che, con la forza, l’abbiamo portato da una psichiatra. pian piano la diagnosi è venuta fuori. sono passati 20 anni circa da allora e, dopo diversi specialisti (uno alla volta rifiutati da mio fratello) e trattamenti sanitari obbligatori, la situazione è pressochè invariata. periodicamente ci comunica di non voler più seguire la terapia farmacologica ed il calvario ricomincia: non mangia quasi più niente, non si lava, fuma 2 e più pacchetti di sigarette, litiga con tutti noi e bestemmia in modo orribile. in questi anni, vorrei cmq dirvi, quando seguiva regolarmente la terapia, è riuscito perfino a dare esami all’università, facolta di ingegneria elettronica, dalla quale solo quest’anno si è definitivamente allontanato, non facendo più l’iscrizione. nei prossimi giorni andremo dallo psichiatra che lo segue per avvisarlo che alla prossima visita si presenterà con mia madre (ultrasettantenne), con la quale convive, per farle dire che sta bene e non ha bisogno di farmaci. in realtà credo sempre che con lui non si debba mentire e non gli si debba nascondere nulla ma è una esplicita richiesta di mia madre, la quale vive nel terrore e non può fargli sapere che ci dice cosa succede a casa.
    ho letto, tra gli altri, un commento nel quale si dice che i farmaci fanno male e “portano” al manicomio e che siano necessari solo nelle fasi acute. ho sempre creduto, invece, anche perchè così ci è stato sempre detto dai medici, che la terapia farmacologica non può essere mai abbandonata; semmai solo diminuite le dosi gradualmente. spero che sia davvero così anche perchè ci accingiamo, come detto, ad andare dal suo psichiatra per dirgli che non ne può fare a meno e che anzi, forse, andrebbe perfino aumentata la dose posto che, negli ultimi tempi, è sempre a casa, litiga con tutti, non mangia più carne e, soprattutto, beve circa 10 caffè al giorno e quasi 4 litri di acqua, forse annullando gli effetti dei farmaci. aggiungo solo un’altra cosa: sarebbe bello se potesse avere un lavoro; la maturità scientifica con quasi il massimo dei voti e 13 esami di ingegneria non sono bastati nemmeno ad avere un colloquio con le ditte che hanno ricevuto il suo curriculum. preciso che non risulta da nessuna parte che è schizofrenico; non abbiamo mai chiesto la pensione di invalidità civile. vive a casa di mia madre che percepisce la sola pensione sociale, aiutata da noi altre figlie.
    mi piacerebbe sapere se è possibile guarire da questa malattia, come alcuni, cmq, sostengono; se mio fratello potrà vivere in maniera autonoma quando mia madre non ci sarà più; se non diventerà un barbone, sì come ha più volte tentato di fare.
    mi piacerebbe sapere, ancora, se tra loro, gli schizofrenici, riescono a comprendersi e se sentono il bisogno di raccontarsi e di stare insieme . . .per uscirne.

  • D

    ciao!!!
    hai descritto una cosa inquietantissima cn una facilità immane!!!le tue parole ripercorrono la mia vita….ho una sorella schizzofrenica e anche lei picchiava i miei e circa dieci anni fa mentre dormivo, ho sentito quel tonfo che anche tu hai sentito: si era buttata dal terrazzo di casa(7 metri),era stesa sul pavimento….INDENNE… o quasi…visto che ha rischiato la sedia a rotelle!!!5 anni fa ci ha riprovato……INDENNE….o quasi visto che s è rotta in maniera diciam permanente solo il tallone di un piede!!!!che dire ?miracolati????forse si……anche se cm puoi immaginare la sua situazione mentale nn è migliorata….anzi….ma almeno è ancora in vita!!!provo ad andare avanti e penso al fututro con positivita…almeno ci provo!!!!e si spera sempre in un miracolo che forse nn avverà mai!!!!

    nn pensare al passato …fatti forza cn il futuro!!

  • D

    ciao!!!
    anche io vivo nella tua stessa situazione(mia sorella è schizofrenica) e anche io ho le tue stesse impressioni!!!rabbia vergogna sgomento…e rassegnazione!!!!ormai ci convivo da 10 anni e un po mi ci sn abituato anche se nn è mai facile perche ho solo 25 anni!!!mi piacerebbe confrontarmi cn te perche per la prima potrei parlare cn una mia coetanea che versa nella mia stessa situazione!!!magari qnd avro piu calma ti raccontero la mia storia….

    che qualcuno ce la mandi buona!!!

  • Anonimo

    fatti coraggio ! sei una persona straordinaria ! Ti assicuro che poche persone hanno la tua forza di volontà, ti ammiro molto

  • Dani

    ciao a tutti, ho letto con molto interesse la storia di valerio ed anche tutti i commenti.. non voglio stare qui ad annoiarvi raccontando anche la mia.. ma volevo un serio consiglio x me di fondamentale importanza che fin’ora non ho potuto chiedere a nessuno.. ho passato un infanzia brutta.. mia mamma schizofrenica, prendeva medicinali.. e anche lei aveva alti e bassi.. negli anni mio padre credo seriamente che stando con mia madre e sopportando tutto quello che succedeva sia sia anche lui ammalato di depressione,ma non volendolo ammettere non ha mai preso medicinali e quindi la situazione in casa x me era diventata davvero insostenibile,non potevo + vivere in quella casa,perchè avevo anche seriamente paura x la mia vita (x le minaccie che mi faceva mia madre nei momenti di “crisi”). quindi appena ho compiuto 18 anni sono fuggita e sono andata a vivere con il mio ragazzo allontanandomi cosi definitivamente dai miei genitori. ora sono passati 5 anni, dal giorno in cui sono scappata non li ho + visti e sentiti. i primi mesi dal mio ragazzo sono stati molto pesanti. credo di essere come scoppiata x tutto quello che avevo tenuto dentro x 18 anni.. il mio ragazzo mi è stato molto vicino davvero e ha avuto coraggio non conoscendo questo lato di me, ma nemmeno io lo conoscevo, i primi mesi ero entrata in una specie di forma di depressione, non volevo vivere ero apatica stavo a letto tutto il giorno e da questi momenti di apatia totale ne avevo altri in cui davo di matto , mi innervosivo per nulla e mi capitava di sentirmi cosi arrabbiata da non controllare la mia ira che spaccavo le cose in casa.. televisori lampadari tende ,di tutto. ed avevo incubi tutte tutte tutte le notti. con il passare dei mesi e grazie al sostegno del mio ragazzo sono stata sempre meglio fino a che sono completamente passate le mie crisi “nervose” la mia apatia e anche gli incubi, anche se quest ultimi mai del tutto sono solo diminuiti nel tempo, se prima li avevo tutte le notti ho iniziato ad averli qualche volte a settimana poi qualche volta al mese e ora come ora diciamo che li ho in media mah saranno una volta al mese. detto tutto ciò, gli ultimi mesi che ho abitato in famiglia sentendo di nascosto delle conversazioni tra mio padre mia nonna (la madre di mia madre)sono venuta a conoscenza del fatto che mio nonno (il padre di mia madre) a sua volta aveva avuto anche lui dei problemi di schizofrenia.. ora concludendo.. è questa la cosa che mi logora dentro.. la schizofrenia può in qualche modo essere ereditaria? ne soffriva mia nonno.. e poi ne ha sofferto sua figlia cioè mia madre.. ho il terrore che possa un giorno caderci anche io.. non credo di potere sopportarlo. sia x me stessa sia xk non voglio assolutamente fare soffrire il mio ragazzo che in tutti questi anni mi è sempre stato accanto, e con questo timore non riesco nemmeno a parlare dell eventualità di mettere su famiglia e di fare un giorno un bambino.. non voglio che la mia futura famiglia si rovini come è successo con la mia. aiutatemi perfavore qualcuno con esperienze analoghe che ne capisce un po + di schizofrenia e forte depressione mi può dare dei seri consigli se ci può essere un eventualità che queste patologia si possano ereditare? grazie mille e per favore ditemi la verità preferisco sapere se la cosa può essere ereditaria invece che vivere pensando il contrario e rovinare una futura famiglia. grazie ancora.

  • Anonimo

    ciao Dani, vivi la vita giorno per giorno, metti una pietra sul passato e costruisciti, ognuno è artefice del proprio destino.

    • Ernesto Giovanni Gagliani

      scrollatevi le paranoie fratelli schizofrenici la vita va avanti

  • ferdinand

    salve, mi chiamo ferdi.sono schizofrenico da leta DI 23 anni.sicuramente avevo qualche problema prima del sopragiuongere della malatia.ero forse più pensieroso, un pò più solo degl’altri ragazzi,avevogrossi problemi con laltro sesso…e dopo un sacco di studi a 16 anni …sono crollato negli studi!!voti al diploma quasi nulli..io che ero sempre molto intelligente e capace forse anche più degli altri ragazzi.forse avrei dovuto interompere gli studi pero “dovevo” riuscire!!questo è (oggi di meno) un mio problema psychologico che ha contribuito insieme ad altri fattori(forse anche genetico) alla malatia schizofrenica.può anche essere causata da fattori tipo traumi “fisici”!!.io nel 94 stavo solo in un paese straniero studiavo da matto senza voglia(mi sentivo in obbligo)..ad un certo punto mi sono sentito male di schiena(avevo avuto un operazione pochi anni prima)..in modo acuto.solo in un stanza, senza amici o parenti, dinverno….senza sapere il perche stavo li….senza la possibilita di muovermi…dopo un mese circa ho iniziato a sentire “le famose voci”.un mio psichiatra mi disse che in america in una grande universita fecero un esperimento dove misero dei volontari in totale isolamento(niente luce,suoni) in poco tempo sentivano le voci!!torniamo a “noi” schizo, spesso siamo persone più sensibili e gli “altri” cercano di imporci un modello di comportamento sbagliato( troppi doveri) in giovane eta…oggi dopo svariati ricoveri ..mah..si va avanti!!

  • emanuela

    oggi mia madre ha avuto l’ennesima crisi …fino a qualche ora fa mi sentivo terribilmente sola … ma mi è apparso il sorriso scoprendo questo sito … ho le lacrime a gli occhi davvero … so che solo voi riuscite a capirmi …sono 20 anni , 20 anni della mia vita che sopporto questo dolore … dolore che perennemente non riesco ad accettare …. mi domando perchè?? la mia vita … un inferno … un infanzia perduta .. una bimba che vede la mamma che piange, urla , si spoglia per strada , una madre che parla con gli spiriti e che aggradisce quel povero succube di tuo padre …. una bimba ossessionata da una madre che controlla ripetutamente la sua vagina perchè ha paura che qualcuno mi abbia violentata ….una madre ….. quando ho desiderato averne una , per pochi istanti lo avuto , quando stava bene e non aveva le crisi … pochi attimi dove senti il suo affetto ma che ti viene rubato da quella maledetta malattia detta SCHIZZOFRENIA … un infanzia rovinata … buttata in colleggio ,… dimenticata da tutti … e oggi? rieccomi qui a casa con mia madre … a volte la odio .. a volte la amo ma spesso mi dico che io sia stata un sbaglio … esistere per soffrire cosi tanto …scusatemi lo sfogo … ma davvero mi sento a pezzi …. non so che devo fare , oggi l’ennesima aggressione , voleva uccidere mio padre e me con un cacciavite … una volta invece è riuscita a rompereuna bottiglia di vetro e a tagliare mio padre ,……
    mi sento sola e sto male … nessuno mi capisce al di fuori di voi … i carabinieri mi dicono di andare dal dottore curante , il dottore la visita ,,, lei si finge sana e ragionevole e tutto ritorna come prima … nessuno ci aiuta … che mondo è questo??? non esiste nessuna assistenza ai parenti che accudiscono un malato schizzofrenico …! è assurdo …

  • Anonimo

    ciao per caso ho trovato il tuo scritto e sono solidale con te perche purtroppo anche io vivo nella tua stessa situazione con mio padre che ha le stesse patologie di tua madre SCHIZOFRENIA..
    Capisco cio che provi xo diversamente da te mio padre sela prende solo con mia madre.
    mia sorella è scappata via di casa perche non lo sopportava più, e in cura ma anche lui come tua madre si finge sano e bravo gentile ecc. ma quando torna a casa pensa che tutti siano contro di lui… è stato ricoverato 1 anno x 4 giorni ma quando è uscito e tornato tutto come prima….
    e concordo con te che “nessuno ci aiuta” è assurdo!

  • emanuela

    ciao anonimo … ti capisco ed è davvero triste sapere di non poter essere aiutati :( ma dobbiamo pensare anche alla nostra vita .. dobbiamo vivere al meglio nonostante le sofferenze … viviamo forse una volta sola e perchè non vivere bene … ciao buona fortuna

  • Beatrice

    Ho 34 anni e nel 2000 è successo anche a noi. Mia sorella si è ammalata di schizofrenia. Non sto a descrivere l’Inferno vissuto in casa. Quando accadde io avevo 23 anni, i sintomi e i comportamenti anomali erano nell’aria da sempre praticamente. Mia sorella, essendo più grande ,è sempre stata per me un punto di riferimento e di adorazione, una persona nella quale cercavo e trovavo protezione. Poi in maniera graduale ha iniziato a detestarmi, ogni mio atteggiamento, ogni pensiero, persino il mio aspetto fisico, io non capivo e di rimando ho iniziato a detestarla anche io. Spesso siamo arrivate allo scontro fisico, ma io non volevo farle del male, lei si, le leggevo l’odio negli occhi. Me ne sono andata e ho lasciato i miei a convivere con la violenza e la paura giorno dopo giorno. Anche i miei hanno subito un forte contraccolpo, non sono più gli stessi e soprattutto cercano colpe dappertutto, incolpano anche me per essermene andata, per non avere aiutato, per non avere capito. Io la odiavo mia sorella, è vero, non lo capivo che fosse malata, avevo 20 anni. Mi sono ammalata anche io, ho iniziato con attacchi di panico e depressione, ma non sono soggetta a schizo perlomeno per adesso. Soffro di effetti collaterali forti a causa degli antidepressivi e ho il mio bel daffare a cercare di stare bene. Eppure quel peso al cuore non mi lascia mai, è come se fosse un pensiero fisso che non molla, come quando sei sul punto di dire qualcosa e improvvisamente lo dimentichi, come qualcosa che dovevi fare e che non hai fatto, di incompiuto. Così ti lascia la perdita di una sorella. Quando torno a casa e vedo come è conciata mi fa una pena tale che preferirei che fosse morta 10 anni fa piuttosto che vederla ridotta così e vorrei riuscire a sputare fuori il senso di colpa che mi lacera giorno dopo giorno per aver fatto la mia vita. Per aver fatto cosa poi, in realtà sono soltanto fuggita non capendo che da sè stesi non si fugge e che certi dolori te li porti dentro ovunque tu vada, sono squarcic che non cicatrizzano mai.

    • Si

      Non sentirti in colpa!!!anch’io ho una sorella schizzo…come te proprio e ti assicuro che rimanere con lei a casa a farsi uccidere ogni giorno è una colpa Molto più grande che scegliere di vivere…è tutto inutile l’affetto e la cura che cerchi di dare a Persone così, loro ti divorano dentro, non è colpa loro, non è colpa tua, non è colpa di nessuno, è la malattia e se proprio c’è una colpa, è quella delle strutture sanitarie che abbandonano le famiglie a soggetti simili. Pensa a star bene tu, a curare la tua depressione, ti assicuro che in 10 anni di convivenza con mia sorella che dava i numeri non l’hanno salvata, non l’hanno salvata l’affetto, le coccole, i pianti che abbiamo fatto. Sono malattie della relazione quelle e non è certo la relazione a guarirle, stanne sicura. Nessuno guarisce per ora, bisogna sperare in qualche farmaco miracoloso che ancora non c’è. Hai fatto bene a salvarti, un abbraccio!!!

  • Francesca

    Salve ragazzi, non mi sembra vero poter parlare della tragedia assurda che ha invaso la mia vita e quella della mia famiglia da circa 14 anni ormai con persone che conoscono la stessa situazione …. Mio fratello si è ammalato quando aveva all’incirca 17 anni, schizofrenia paranoidea, ha iniziato con discorsi strani, incomprensibili, a chiudersi in casa e non voler più uscire, isolandosi e perdendo via via tutti gli amici … io ho sempre cercato di stargli vicino, per quanto possibile, mentre i miei genitori, specie mia madre, lo hanno abbandonato a sé stesso …. nell’ultimo anno mi sono impegnata a portarli da un terapeuta, perché mio fratello, come tipico di questa malattia, rifiuta sia i farmaci che una relazione terapeutica …. Proprio quando sembrava che si stesse per convincere a venire da questo terapeuta, ha fatto un acting e si è tagliato i polsi, quindi è finito di nuovo ricoverato, per la quarta volta, in ospedale …. Ora ha 31 anni, io ne ho 29, e non so più che pensare …. Da quando è stato ricoverato, non gli ho più risposto né al telefono, né lo sono andata a trovare ….. mi vergogno di dire che vorrei che non esistesse, vorrei stesse bene, e non riesco ad accettarlo così com’è …. Lo vivo come una spettro che mi segue ovunque, vorrei abbandonarlo, mi pesa tremendamente l’idea di dover pianificare la mia vita anche in funzione di questa presenza, vorrei andare via e abbandonare sia la lui che i miei genitori, soprattutto perché mia madre non sembra volersi assumere alcuna responsabilità, e cerca di buttarmi addosso il problema in ogni modo …. Io penso che sia giusto pensare alla mia vita, anche perché non saprei proprio come poterlo gestire, non ho altri fratelli, e i parenti sono tutti lontani …. Molte persone però mi scoraggiano dal fuggire in questo modo, sostenendo che i problemi e i sensi di colpa mi seguirebbero ovunque …. Leggendo la storia di Beatrice non ho potuto fare a meno di comprenderla profondamente, io ho sofferto di depressione per un lungo periodo, dai 21 anni circa, sono stata in cura ed ora sto meglio; certi dolori non possono non ripercuotersi in vario modo su tutti quelli che vivono accanto a certi problemi, ma il risultato del mio star meglio è che ora voglio prendere le distanze da tutto questo, e mi sento giù per il rifiuto che sto comunicando a mio fratello, e per il fatto di viverlo come un peso che vorrei non ci fosse …. So che lui è una vittima innocente e non merita tutto questo, ma è estremamente difficile cercare di avere una vita normale, vedere i fratelli degli altri andare avanti con la loro vita, sposarsi, fare figli, ecc … e vedere il proprio scomparire e ritirarsi senza tregua nel suo mondo di deliri …. Avreste dei consigli da darmi su come comportarmi? Ho paura di fare cose di cui potrei pentirmi in futuro, perché sono consapevole del fatto che da certi spettri non si fugge mai completamente …. Penso anche se e quando avrò una famiglia, a come potrebbe risuonarmi il fatto di averlo rifiutato e di non essermi voluta occupare di lui …. Come si può convivere con questo problema, se nessuno è veramente disposto a dare una mano in modo competente, lo stato in primis? E secondo voi, come potrei fare per salvaguardare la mia serenità, senza abbandonare la mia famiglia e vivere con l’idea di voler lasciare solo a sè stesso mio fratello, già tanto solo e sofferente di suo?

  • pallino bianco

    Ciao anonimo, anche io ho un problema simile con mio fratello, pensavo fino a qualche settimana fa che era psicopotico, ma ora, vedo che ha tutti i sintomi di schizofrenia paranoica. Anche lui è in guerra con il mondo, in particolare con me, sono sorella più piccola di 7 anni. I miei genitori non sono in grado di gestire la situazione e quindi, ora dovrò rimboccarmi le maniche e sperare di migliorare la situazione, poichè ormai è arrivato alla violenza.
    Ti auguro buona fortuna, e se riesco ti aggiono. Che avere un confronto ci fa più che bene

  • Lisa

    Non credevo ci fossero così tante persone che si sentono abbandonate come noi.
    Sono già passati 4 anni ed ho sono appena riuscita ad accettare la situazione. Dovrebbe essere il primo passo. L’idea che mi sono fatta è che questi malati non siano tutti uguali, hanno magari delle note in comune quali il rifiuto delle terapie e le manie di persecuzione. Purtroppo mio fratello se la prende con mia madre e come se non bastasse ci sono anche i problemi economici. Lui chiede sempre soldi e non so cosa potrebbe succedere se non glieli diamo.
    Per quanto mi riguarda ho deciso di farmi una vita, cioè sono andata a vivere con il mio compagno e cerco di lavorare a più non posso.
    Non ho però il coraggio di vere un rapporto con lui e mi sento in colpa per questo. Mia madre si sobbarca tutto ma non ce la fa.
    Vivo nella speranza che troveremo un modo di convivere perchè lui non soffra troppo. Era un ragazzo così simpatico e sorridente, ne ero persino invidiosa.
    Una volta mi ha detto “Allora, riesci a vivere un pochino meglio vedendo ciò che mi è capitato?” … Gli ho risposto di si, perchè ringrazio ogni giorno Dio perchè sono sana e tutti i problemi che prima mi opprimevano adesso sono minuscoli.

    Grazie per esserci qui e condividere, aiuta molto!

  • Cristina

    Anche io non pensavo che ci sono tante perone che si sentono abbandonate come me!! Io pure ho problemi con mio fratello ,solo Gesù mi da la forza di sopportare le cose assurde che fa! le manie di persecuzioni ecc.. e la cosa + brutta è che lui nn vuole assolutamente curarsi. mia mamma è anziana e deve convivere con lui a casa ,anche se lo ignora sta male ed io pure , ho perso mio fratello nn so + chi è…mi si spezza il cuore ma la vita va avanti !!! bisogna accettarlo e chiedere a Dio la forza e che nn succeda mai il peggio!!!!Solo chi sta in nquesta situazione può capire il terrore che chissà possa succedere ..io ormai sono terrorizzata ho paura per mia madre !!! cmq grazie a voi nn mi sento l’unica con sto problema!!!!Ci vuole solo pazienza e tolleranza!!!!

  • valentina

    Ciao, anche io ho un fratello al quale è stata diagnosticata schizofrenia paranoide, lui prende senza problemi i farmaci, ma le ricadute purtroppo ci sono lo stesso. Sono solo due anni che si è presentata questa malattia, quindi credo che ancora in me e nei miei familiari ci sia tanta forza per aiutarlo… Però è vero leggendo tutti i diversi commenti ogni caso a mio avviso è a se, c’è chi è violento con gli altri, chi con se stesso… Mio fratello invece si assenta, passa dei lunghi periodi in piedi incantato, come se fosse in un altro mondo… Comunque volevo solo dire a tutte le persone che leggono NON SI TRATTA DI PERSONE MATTE, ma solo di PERSONE ESTREMAMENTE SENSIBILI e incapaci di gestire tutte le cose che capitano attorno a loro…

  • http://www.aipsimed.org laura cocconi

    Tutto quello che ho letto e’ molto straziante e capisco molto bene ,anche io ho un figlio schizzofrenico che pero’e’ ricorso all’eroina e quindi tossicodipendente…..e’ tremendo una vita infernale e senza via d’uscita non vuole prendere farmaci e io confusa non so come comportarmi ai gruppi dicono di buttarlo fuori e togliere la residenza.La tragedia ha distrutto famiglia intera e come se non bastasse ho un marito alcolista quindi sono sola ad affrontare tutto!

  • Valeria

    Io ho la mia titolare che soffre di questo disturbo, non vi dico come sia lavorare con lei,nello stesso ufficio.
    L’aria è sempre pesantissima sembra di non poter respirare senza chiedere il permesso, se non ti muovi con estrema calma e lentezza la vedi che si agita,deve sempre controllare tutto e si sente la più brava di tutti e quella che sà tutto.
    Vede complotti contro di lei ovunque,anche nelle frasi più banali lei riesce a tirarci fuori un attacco contro di lei.

    Nelle giornate in cui ,pensoio, non prende i farmaci ha l odio negli occhi, è irrequieta,agitata,sembra poter esplodere da un momento all altro.
    Mi hanno detto che anni fa era peggio di così: urlava e lanciava oggetti…

    • Gaia

      Salve! Le vostre storie sono molto toccanti e vi ammiro per il modo in cui avete saputo affrontare le situazioni in cui vi siete trovati che solo dalla descrizione sembrano davvero terribili. Per quanto posso credo di capirvi: il mio fidanzato è affetto da schizofrenia paranoide. Quando l’ho conosciuto, è la prima cosa che mi ha raccontato. Non avrei mai pensato che ci saremmo fidanzati. è una persona molto dolce e sensibile e io volevo stargli vicina come amica, ma poi mi sono perdutamente innamorata di lui e lui di me. Adesso stiamo ancora insieme e io lo amo troppo ma ho difficoltà certe volte ad accettare che lui sia affetto da questa malattia, perchè gli altri non capiscono e sanno solo giudicare e soprattutto perchè non so bene come aiutarlo sempre. Personalemente non ho mai assistito ad un suo comportamento che può essere definito da “pazzi”, forse perchè è da 10 anni che assume regolarmente le medicine e ha smesso di fare quelle cose “folli” che faceva prima (tipo pensare che una cantante famosa lo volesse sposare e recarsi a tutti i suoi concerti per tutta italia) e che mi ha potuto solo raccontare perchè prima non lo conoscevo. L’unico problema è che non riesce a trovare lavoro, o meglio, a mantenerlo, perchè ogni volta che si trova in una situazione lavorativa si impegna molto in quello ke fa e lo fa anche bene, anche meglio degli altri, ma si sente perseguitato da tutti, pensa a dei complotti contro di lui, pensa che tutti sappiano della sua malattia e si licenzia subito dopo. Io sono molto giovane e anche se studio psicologia e inoltre penso di essere anche molto sensibile come persona, non so bene come affrontare la situazione e ho molta paura. Nessuno mi è vicino in questa situazione perchè se racconto a qualcuno il fatto che mi sia fidanzata con uno schizofrenico pensa che io sia pazza. Se lo sapessero i miei farebbero di tutto per allontanarmi da lui. Insomma abbiamo tutto e tutti contro, ma noi ci amiamo moltissimo e tra di noi va tutto benissimo.. Meglio di voi nessuno può capire cosa vuol dire voler bene ad una persona affetta da questa malattia. Potete darmi qualche consiglio? Anche secondo voi sto facendo una pazzia?

      • Gaia

        Salve! Le vostre storie sono molto toccanti e vi ammiro per il modo in cui avete saputo affrontare le situazioni in cui vi siete trovati che solo dalla descrizione sembrano davvero terribili. Per quanto posso credo di capirvi: il mio fidanzato è affetto da schizofrenia paranoide. Quando l’ho conosciuto, è la prima cosa che mi ha raccontato. Non avrei mai pensato che ci saremmo fidanzati. è una persona molto dolce e sensibile e io volevo stargli vicina come amica, ma poi mi sono perdutamente innamorata di lui e lui di me. Adesso stiamo ancora insieme e io lo amo troppo ma ho difficoltà certe volte ad accettare che lui sia affetto da questa malattia, perchè gli altri non capiscono e sanno solo giudicare e soprattutto perchè non so bene come aiutarlo sempre. Personalemente non ho mai assistito ad un suo comportamento che può essere definito da “pazzi”, forse perchè è da 10 anni che assume regolarmente le medicine e ha smesso di fare quelle cose “folli” che faceva prima (tipo pensare che una cantante famosa lo volesse sposare e recarsi a tutti i suoi concerti per tutta italia) e che mi ha potuto solo raccontare perchè prima non lo conoscevo. L’unico problema è che non riesce a trovare lavoro, o meglio, a mantenerlo, perchè ogni volta che si trova in una situazione lavorativa si impegna molto in quello ke fa e lo fa anche bene, anche meglio degli altri, ma si sente perseguitato da tutti, pensa a dei complotti contro di lui, pensa che tutti sappiano della sua malattia e si licenzia subito dopo. Io sono molto giovane e anche se studio psicologia e inoltre penso di essere anche molto sensibile come persona, non so bene come affrontare la situazione e ho molta paura. Nessuno mi è vicino in questa situazione perchè se racconto a qualcuno il fatto che mi sia fidanzata con uno schizofrenico pensa che io sia pazza. Se lo sapessero i miei farebbero di tutto per allontanarmi da lui. Insomma abbiamo tutto e tutti contro, ma noi ci amiamo moltissimo e tra di noi va tutto benissimo.. Meglio di voi nessuno può capire cosa vuol dire voler bene ad una persona affetta da questa malattia. Potete darmi qualche consiglio? Anche secondo voi sto facendo una pazzia?

    • valentina

      Ciao Valeria, credo di capire di cosa parli, e soprattutto credo che solo una persona molto legata ad un’altra che presenta questi disturbi possa sopportare, cercare di capire e aiutare chi si trova in questa situazione.
      Mi dispiace veramente tanto per te che sei costretta a passare ore con la tua dattrice di lavoro che si presenta sempre pronta a “scattare”, ma credimi se vuoi anche lei sta male.
      Chi soffre di questi disturbi sicuramente è molto più sofferente di noi che dobbiamo subire i loro capricci, le loro ossessioni… è per questo, come ti dicevo all’inizio, solo una persona che le voglia veramente bene può capire ed aiutare… Cerca di sforzarti e pensa a quanto possa essere difficile per lei portare avanti una esistenza di questo tipo.
      Cerca di andarle incontro, di farti vedere interessata e partecipe al tuo lavoro (qualsiasi esso sia) e farle vedere (sempre se vuoi) che tu sei dalla sua parte e che lei può avere fiducia in te.
      Ti auguro che le cose possano migliorare….

  • Guido

    Ciao a tutti, vedo che siamo in tanti ad avere questa tipo di situazione familiare.
    La mia vita attualmente è allo sfascio, mio padre sofferente di cuore è stato lasciato da mia madre,sofferente di disturbi mentali, da solo con mio fratello sofferente di schizzofrenia e io che lavoro sulle navi….quindi completamente solo. Ha retto 6 mesi da solo, alternati dalle mie brevi presenze, dopodichè il 25 dicembre è morto.
    Da allora sono a casa da solo, con una madre che non ne vuole sapere e si è trasferita in un altro comune.
    Mio fratello era una persona splendida, ricordo che mi voleva un bene dell’anima. Ma intorno ai suoi 20 anni nel giro di un paio di giorni, usci’ completamente fuori e senza neanche rendercene conto un giorno si lancio dal balcone.Ero da solo a casa, una scena che non dimenticherò mai…
    Da allora la famiglia gli è stata vicina, soprattutto mia madre che ahimè dopo dieci anni è crollata, era arrivata al rifiuto di somministrargli i farmaci nel cibo, perchè lui non voleva prenderli, ed ha iniziato a dargli il magnesio……
    Ora non riesco più a programmare la mia vita e sto tirando innanzi tra mille pratiche sperando di riuscire a fargli ottenere una pensione di invalidità.Rimarrò a casa finchè potrò, perchè quando avrò finito quei quattro soldi che avevo conservato dopo 2 anni di sacrifici sarò costretto a tornare a lavoro. Ed allora non so come andrà a finire. Mio fratello attualmente grida in casa, fuori al balcone e per strada. Non si lava, non pulisce, sporca di tutto, vive nella sua stanza dove non vuole che nessuno entri….butta tutto a terra, anche quando lavo i panni e dopo averli presi da fuori al balcone per poi stenderli, se li lascio più di un giorno su una sedia dopo me li ritrovo tutti a terra…ultimamente ha anche preso l’abitudine di sputare in casa e contro le pareti…. inveisce continuamente contro la signora di sotto…..mi da sempre torto, non fa niente per darmi una mano a risolvere i suoi problemi…..a volte mi fa talmente stizzire che penso per pochi minuti,fortunatamente, di togliermi la vita……ho sempre pensato che la vita è come una bilancia, se la somma dei lati negativi la fa deflettere troppo rispetto ai lati positivi, non vale la pena vivere tra mille sofferenze.
    vorrei tanto incontrare qualcuno che se la passa come me nella mia città, chissà che non possa darmi qualche consiglio.
    Vorrei che mio fratello stesse in una sorta di casa famiglia dove possano accudirlo e dargli un maggiore affetto di quello che riesco a dargli io…e soprattutto perchè dovrò prima o poi tornare a lavoro e sono certo che da solo non potrà stare….come fare?

    • Si

      Come ti capisco…è un incubo, io ho mia madre e mia sorella così, ma tu devi pensare alla tua vita, non puoi farti uccidere lentamente da persone così, non puoi sentirti in colpa se decidi di lasciarle e vivere!!!!se non ti danno l’invalidità e l’accompagnatoria, vuol dire che tuo fratello è reputato capace, quindi te ne puoi andare, se te la danno puoi metterlo da qualche parte….certo che le strutture che li prendono sono sempre di meno…mia sorella che soffre di una forma gravissima di schizofrenia è in una casa famiglia, faccio ancora gli incubi di quando era a casa…salvati almeno tu! Noi siamo riusciti a farla ricoverare dopo l’ennesima permanenza in ospedale: per l’ennesima volta ci hanno chiamato per dimetterla, ma noi questa volta non siamo andati a prenderla, abbiamo rifiutato le dimissioni e loro sono stati costretti a metterla in una casa famiglia….fanno così, ti fanno sentire in colpa perché è tua sorella, o figlia eccc…così i matti li rifilano sempre alle famiglie con la scusa del l’affetto….è le famiglie muoiono, si ammalano, si devastano. Io non sarei in grado di rivivere quello che ho vissuto e che molti di voi vivono ora, suicidi, terrore, accoltellamenti, urla quotidiane ecc….maledetto basaglia che chiudendo i manicomi ha trasformato le famiglie in manicomi!!!!! Guido se non ce la fai a trovare una collocazione per tuo fratello, salvati almeno tu…non pensare al suicidio!!!!!pensa alla vita!!!!!!scappa piuttosto, perché nel momento in cui la convivenza con talune persone ti fa pensare alla morte, sei autorizzato eticamente e moralmente alla fuga!!! Vai sulle navi e vivi!!!!!!!!!

  • ema86

    Salve ragazzi, inutile dirVi che sarebbe stato bello parlare e raccontarsi tutt’altro, racconto anch’io la tristissima storia di mio fratello Malato di schizofrenia paranoide.
    I primi sintomi Gravi li manifesta quando da pochi mesi sposato e padre di un bambino, inizia a dubitare della fedeltà di sua moglie (oggi ex per volontà di mio frat.), ai suoi occhi era l’amante di tutti. Decide di andare a vivere solo, inizialmente a sua detta, stava bene.. Ma è l’inizio del declino totale,violenza e aggressione con la famiglia,era colpa di tutti, noi vogliamo farlo sparire (parlo al presente perchè sono situazioni quotidiane) noi secondo lui incarichiamo e “paghiamo” gente per far lui dispetti e gestacci, è molto violento (da sempre fa uso di cannabis e io son certo anche di cocaina), litiga con tutte le persone che incontra, non si fida di nessuno, chiunque gli si avvicina lo fa per distruggerlo o ammazzarlo, è sicuro di aver prove schiaccianti su tutto quel che pensa… Da aggiungere la conoscenza e un’immediata convivenza con una ragazza dell’est di cui inizialmente era “innamoratissimo”, oggi per lui è stata ‘mandata’ da noi perché vogliamo il suo male. Ragazzi è vero, un’infanzia Molto difficile, genitori separati e cresciuti dalla nonna.. In quartiere popolare con frequentazione di gente non raccomandabilissima, mio fratello ha provato più volte il carcere…quando credevo che ormai fosse solo il passato, ecco qua questo disturbo, dopo il suo matrimonio inizia il vero inferno.
    La situazione ad oggi è tristissima, i miei genitori non credono lui sia malato, sua ex moglie spera che lui torni quello di un tempo e subisce ancora umiliazioni e violenza, Io ho provato ad aiutarlo per 18mesi (ero l’unico di cui si fidava) ma quando l’ho portato in psichiatria per un colloquio con un dott, è degenerato tutto! secondo lui volevo portargli via sua moglie e suo figlio, ad oggi sono la sua “nuova” causa del suo malessere. Lui oggi 30enne è un ragazzo che si trascura, vive in un “film” il suo film, totalmente un’altra persona a parer mio anche molto pericolosa. Io ho 27 anni, ho deciso di “allontanarmi” in quanto impotente su questa situazione, ormai era una lite violenta al dì, lui invece molto appagato da questi scontri. Sapreste consigliarmi qualcosa? Qualcuno ha vissuto qualcosa di simile?
    Grazie in anticipo,
    Ema da Bari

  • serenella

    leggere le vostre storie mi fa sentire meno sola e, al contempo, ancora più impotente. a mio fratello è stata da poco diagnosticata la schizofrenia, momentaneamente è in tso ma durante il suo ricovero sono venute fuori storie di violenze sessuali verso un familiare stretto. pertanto una volta dimesso la convivenza è davvero impensabile…sono egoisticamente terrorizzata dall’idea che lui possa tornare a casa. I miei possono rifiutarsi di riaccettarlo in casa visto che qui vive anche la vittima (minorenne) dei suoi abusi?

  • Francesca

    sì, serenella l impotenza e la parola che che si addice più di tutte, oltre a quella del terrore e della solitudine.. ci rendemmo conto della malattia di mio fratello solo verso i suoi 25 anni d età..era già troppo tardi la malattia era già cronicizzata…è ovvio che queste malattie progrediscono lentamente e negli anni degenerano sempre di più, almeno nel caso di mio fratello. Lui è sempre stato un ragazzo molto introverso 1 po “particolare” come si potrebbe dire di molti adolescenti, ma in realtà già manifestava i primi sintomi e forse in famiglia non si è dato troppo peso. io sono più piccola di lui di 5 anni e ad alcune cose non avevo fatto caso, fra l altro non abbiamo mai avuto un vero e proprio rapporto fra noi. oramai sono 7 anni da quando è cominciato tutto.. non stò quì a dire le tentate violenze verso di me e i miei genitori, le notti insonni, le corse in ospedale a tutte le ore,i ricoveri forzati, i carabinieri a casa, lui che rifiutava tutto e tutti con la sua ostinata aggressività e il suo immenso dolore che riusciva ad esprimere solo con quella rabbia furiosa e furibonda che gli trasudava dagli occhi! le parole dei psichiatri che ci dicevano ” dovete convincerlo voi a farsi curare” e chi lo convinceva?? fra l altro lui un omone grande e grosso.. in quei momenti di ” crisi” era terribile ed ingestibile..in questi anni ne hanno tentate di tutte con lui ma con risultati fallimentari, soprattutto perchè oltre a rifiutare i farmaci, come classico di questa malattia, rifiutava anche le strutture, le uniche che potevano aiutarlo a curarsi e a sollevare noi da questo tremendo peso.. ora dopo tantissimi sforzi e tentativi risiede in una comunità protetta a doppia diagnosi ( perchè già da adolescente faceva uso di sostanze stupefacenti e alcolici) da 2 anni..ma si sà per legge allo scadere del terzo anno, può decidere di uscire e di decidere per se stesso, visto che per la legge è stato riconosciuto invalido, ma non interdetto, quindi capace di intendere e di volere..rifiutarlo?? abbiamo tentato anche quello pur di farlo entrare in comunità e senza miglioramenti e come si fà a rifiutare un figlio ed un fratello, che senza te non vive?? ha bisogno della nostra continua presenza e le cure farmacologiche non possono sostituire l affetto che solo i famigliari posso dargli. Punto della situazione: io non sono ancora riuscita a farmi una mia vita, anche per motivi economici, ma soprattutto perchè non sò se avrò mai il coraggio di abbandonare i miei già anziani con questo enorme fardello e il pensiero del dopo-comunità mi logora; soprattutto perchè lui è una persona molto pericolosa se non controllato costantemente, e come gestirlo?? ma mi dico che bisogna pensare al futuro e che i problemi esistono per essere risolti..una malattia purtroppo non è un problema, ma solo una gran sfortuna e di cui nessuno a colpa, anche se le conseguenze sono disastrose per lui e per tutti noi.. da queste malattie non si guarisce mai, che se ne dica, a meno che sia lui che davvero voglia guarire, ma purtroppo lui non se ne rende conto! però la speranza è l ultima a morire..si vive giorno per giorno, oramai a casa mia e di progetti non se ne parla più da molto tempo. A volte non si han parole per la rabbia e il dolore che si prova dentro, e per questo stato e questa società che fà finta che siamo un caso fra tanti e và bene così!!!!!!! A volte vorrei unirci tutti noi e in un unico grido far capire che noi esistiamo e abbiamo diritto ad essere aiutati ed assistiti, ma come si deve,e in primis per i nostri cari che non sono dei mostri, ma solo delle persone più sfortunate di altre!!!!!!! speriamo che le cose cambino.. intanto che dio ce la mandi buona e un augurio a tutti voi per convivere con questa terribile realtà.

    • Giorgia

      ciao francesca! Come ti capisco!
      Anche mio fratello ha 25 anni, 5 più di me ed è malato ormai da anni..
      Niente amici, niente cellulare né patente.. vive con nostra nonna e non fa altro che stare al computer tutto il giorno, parla poco, non socializza..
      Per me sta diventando davvero insostenibile vederlo così, mio padre è morto anni fa, mia mamma sembra essersi già arresa… io sento che non può andare avanti così. Un ricovero coatto, invalidità civile al 75%, tanti psicofarmaci e nessun rapporto umano.
      Di questo non parlo mai con nessuno, neanche con i miei migliori amici.. non è che mi vergogno, è che non posso accettare, non posso ammettere che mio fratello sia “invalido” mentalmente… è un ragazzo intelligente io lo so!
      Penso che mia mamma invece creda che non sappia fare nulla, un totale incapace, incapace di lavorare, di vivere da solo, di vivere!
      Forse la matta sono io, ma non smetto di crederci e non lo farò mai.

    • Maria

      ciao francesca, ciao giuseppe, soprattutto ciao anonimo
      anche il marito di mia sorella è malato di psicosi delirante. io sono sua cognata e amica di infanzia da quando avevo 10 anni, ora ne ho 47.
      Franco è malato da 10 anni e mia sorella dopo 8 anni di calvario è stata costretta a mettere in salvo i propri figli, ormai distrutti dalle paranoie del padre, (uno si è ammalato e fa uso di sostanze stupefacenti l’altro ha interrotto gli studi) e ha chiesto protezione, l’ha ottenuta e ora mio cognato vive da sua madre in una città del sud.
      la madre e il fratello di franco sono di un’ignoranza e di un cinismo spaventosi: lo trattano come se fosse un bambino disubbidiente, gli urlano dietro cose che non è in grado di capire, lo accusano di aver sbagliato tutto nella vita, che è un fallito, che non vuole ascoltare nessuno, che si è fatto fregare dalla moglie (che ha ottenuto dai giudici di abitare nella casa familiare con i figli) e dall’amministratore di sostegno (suo figlio) che lo deruberebbe (in realtà franco non ha più una lira perché ha perso il lavoro e si è delapidato i risparmi facendo causa a tutto il mondo che nella sua mente ritiene lo perseguiterebbe).
      Ma l’ignoranza peggiore è che ogni volta che i figli e la moglie tentano di sollecitare presso la asl e il csm un intervento alle cure farmacologiche, (in 10 anni non è mai stato curato seriamente con gli psicofarmaci, li ha presi per 7 giorni e poi li ha interrottii!!!!), suo fratello, aldo, minaccia tutte le volte i medici della asl di denunciarli per sequestro di persona se provano a effettuare un trattamento coatto (non è possibile nessun altro modo: in 10 anni non è riuscito nessuno con nessun mezzo a fargli assumere farmaci perché non riconosce di essere ammalato ma dice che lo è il mondo intero). Siccome aldo lavora nel pubblico ed è anche un politico, condivide interessi politici e professionali con quei medici del servizio pubblico che sono quelli competenti per il caso.

      Il motivo per cui suo fratello non intende farlo curare? Perché altrimenti sarebbe un’onta in paese, nessuno deve sapere che è stato ricoverato coattivamente e lui non può rovinare la sua immagine visto che è una figura pubblica.
      Quel che è peggio è che il medico della asl oltre a non fare nulla per curarlo (lo ha abbandonato a se stesso per oltre un anno e mezzo nonostante tutti i solleciti, perché ha dichiarato di non poter fare nulla in quanto non può costringerlo alle cure se non si vuole curare) non compie il suo dovere neanche nell’interessare l’amministratore di sostegno ma decide tutto insieme al fratello aldo, così suo figlio amministratore di sostegno resta fuori.
      Tutti hanno detto che è gravissimo e che va curato con i farmaci mentre questi medici vogliono curare la psicosi delirante con i colloqui, in quanto questo è il volere di aldo, appunto.

      La madre anziana di franco ha anche detto che se si arriva al punto di doverlo curare con la forza, è meglio che muoia e si tolga davanti.

      È magro da fare spavento: vederlo ridotto a una larva è una sofferenza troppo grande: era un dirigente molto conosciuto, ora ha perso tutto: famiglia affetti lavoro è stato processato per i suoi comportamenti ora ha anche un sospetto tumore!!!!!!! che ovviamente non vuole né accertare e né curare.
      Nulla serve a smuovere nessuno.
      Ci hanno impedito pure di cambiare medico perché “bisogna” far riferimento a quello competente per territorio. (ovviamente se franco cambia medico, aldo non avrà più in pugno i medici del territorio e le figure apicali della asl preposte a fargli cambiare CSM hanno risposto che non vedono l’utilità di rivolgersi altrove)
      Chiedo aiuto a voi per capire come possiamo liberarci di queste mafie?
      Oltre il danno anche la beffa, non bastava avere un familiare ammalato?

      Siamo disperati e i familiari che gli vogliono bene stanno pensando a un gesto inconsulto per urlare aiuto!!

      maria

  • giorgia

    ciao anonimo,vorrei mettermi in contatto con te o con qualcuno che come te e riuscito a guarire un pò da questa malattia.xke anke mio fratello ne e affetto da circa un’anno e volevo appunto sapere se prima o poi si guarisce,xke la nostra paura adesso,e che pd un’anno di terapia farmacologica appena si stacca qst cura, lui possa ricadere di nuovo,e ritornare allo stato di buffè
    delirante.lui adesso dp quasi un’anno di terapia e di nuovo come prima,l’unica cosa e che i farmaci lo tengono trpp addormentato.ed e x qst che li vorremo staccare,ma la pecca appunto e se dovesse ricadere di nuovo…voi ke ne dite…se volete lasciate il proprio indirizzo e mail,oppure se c’e qualcuno che crea un gruppo su fb c vediamo ttt li,almeno ci diamo dei consigli ecc…auguri a tutti…

  • andrea

    Ciao…mi chiamo Andrea, ho 27 anni e sono da poco entrato in questo mondo per mio fratello…leggendo la storia mi si è come bloccato il respiro..mi sembrava di leggere di mio fratello…stesso nome, Valerio, stessa passione per l’arte, anche lui dipinge, e stessa fissa per la religione….. Valerio ha 24 anni, è sempre stato un tipo un pò ‘irrascibile’, ha sempre rifiutato ogni sorta di regola sociale e questo lo ha sempre portato a ficcarsi un pò nei casini… a 17 anni ha avuto un ricovero forzato durato un mese, quando ne è uscito è stato 2 mesi in casa e mi chiedevo ‘cosa ti hanno fatto fratellino mio…’ poi iniziando una cura dallo psichiatra che gli ha subito segnato delle medicine è un pò migliorato..ma questa irrascibilità e rifiuto di ogni regola (eccetto quelle religiose che diventavano una vera mania…aveva sempre paura di commettere peccato e ogni volta che ne commetteva una delle sue correva a confessarsi) fino a che pochi mesi fa ha messo su una rissa e a seguito di questa è stato condannato a 3 mesi. Dopo un mese di carcere era diventato sempre piu strano: zitto a fisare i muri e fare discorsi farfugliati tra sè e sè fin quando un giorno ha preso a prendere a capocciate il muro fino a spaccarsi la testa…. da quel momento è stato trasferito in ospedale giudiziario dove ha finito la sua pena. Qui in ospedale gli hanno diagnosticato una schizofrenia in fase iniziale ma i medici hanno palesemente ammesso di non avere la possibilità di curarlo nel giusto modo perchè non glielo permettono…..devo dire che con il personale medico mi sono trovato molto bene, persone serie e amorevoli m ahime, impossibilitati a curarlo…quindi lo hanno tenuto 2 mesi lì a letto, i giorni che stava bene libero di girare nel reparto, i giorni piu ‘nervosi’ legato a letto o sedato..quante volte sono andato a trovarlo e lui era sedato e ho passato un’ora a pulirgli anche la saliva che gli colava…orribile…Ora da due giorni ha finito la sua pena ma mi è stato consigliato un ricovero presso una struttura adatta ed è entrato lunedì..lui non voleva e ce l’ha a morte con me..mi dice che io mi voglio liberare di lui e che non lo voglio a casa con me (io e mi fratello ci siamo sempre AMATI profondamente, stessi amici stesse scuole sempre insieme..un rapporto unico, io vivo per lui da sempre)… è orribile fa male sentirsi dire queste cose anche se i medici mi dicono di non farmele pesare perchè lui non sa quello che dice…
    Per me è tutto nuovo, un giorno spero presto tornerà a casa e io non so davvero come potrò gestire la situazione…dovrò anche cambiare casa, la mia è troppo piccola è un monolocale e credo che per una situazione del genere serva una casa piu accogliente e dove lui possa avere i suoi spazi..mi chiedo cosa farò dopo io potrò lavorare? e lui cosa farà? come passerà il suo tempo? sarà gestibile in casa? Ho davvero tanta paura e sofferenza nel vedere mio fratello così..era un ragazzo pieno di vita amante degli animali e delle moto… ora riconosce a mala pena noi parenti piu stretti e non vuole comunicae con nessun oeccetto me….spero le cose andranno meglio in futuro……
    buona fortuna a tutti ragazzi e ragazze….

  • Davide

    Mi è venuto da poangere mentre leggevo… Mi è venuto da piangere quando a mio fratello gli misero la cosidetta camicia di forza, avevo solo 15 anni… Adesso ne ho 25 ed oggi lui è sposato ed ha due figli la malattia continua ma qualche giorno fa dopo una crisi si è fatto ricoverare di sua spontanea volontà, che “gioia” ! Condivido a pieno quanto scritto da te sul fatto che dovrebbero sentirsi utili queste persone e quant altro . Ma ci si dovrebbe muovere e
    Parlo specialmente di noi che siamo i lorp cari

  • Emanuela

    Scusa ma non ti sei mai chiesto cosa possa essergli successo in quel convitto? So che in situazioni comunitarie avvengono una sorta di “iniziazioni” che possono essere veramente traumatizzanti. Insomma, mi pare che vi siete affidati con troppa fiducia al giudizio dei medici, senza domandarvi se lui possa aver subito una grave violenza psicologica o fisica. Hai mai parlato con lui di quanto è successo in quel convitto?

  • Anonimo

    Che dire degli insulti e delle prese in giro da parte della gente nei confronti di chi ha problemi psitici.

  • mariagabriella

    mi kiamo mg e mio figlio e’ stata diagnosticata questa malattia,nn so niente e cerco aiuto

    • carlo

      ciao mi dispiace per tuo figlio

  • V

    Ciao a tutti,

    sono una ragazza di vent’anni e anche io ho una sorella
    schizofrenica. Tutto è cominciato sette anni fa, quando le fu diagnosticata
    tale malattia: aveva vent’anni, era al primo anno di università quando anni di
    sofferenza, causati da prese in giro per il suo strabismo, pochissime amicizie,
    una bocciatura a scuola, senso di inadeguatezza, estrema sensibilità e
    timidezza e un grande amore non corrisposto, esplosero in un solo colpo. In
    questi sette anni ci sono stati diversi ricoveri, per assicurarsi che seguisse
    la terapia a lei assegnata, ma anche lunghi mesi di apparente tranquillità.
    Dico apparente perché la sua vita parallela, surreale continuava ad esistere
    nella sua mente. È sempre stata convinta di aver subito un complotto da parte
    di nostro padre ed il ragazzo di cui si era invaghita, il quale l’avrebbe messa
    incinta a distanza “con gli interfoni” come sostiene lei e poi l’avrebbe fatta
    abortire. Tutto è successo quando avevo
    13 anni, i miei genitori inizialmente mi hanno tutelata, dicendomi che soffriva
    di depressione atipica; poi però sono cresciuta, mi sono informata e ho capito.
    Non è stato facile realizzare, è una cosa di cui non parlo mai con nessuno,
    sono riuscita a dirlo solo a tre persone
    e con estrema difficoltà, forse perché mio padre mi ha sempre detto di
    nascondere tutto, di tenercelo per noi altrimenti poi saremmo stati additati da
    tutti, giudicati da tutti. Leggere i vostri commenti mi ha fatto sentire meno
    sola, sono molto addolorata per ognuno di voi, vivo la vostra sofferenza, il
    vostro senso di impotenza, il vostro chiedervi “perché a noi?”, il vostro senso
    di profondo dolore dritto allo stomaco. E’ terribile vedere i nostri fratelli
    così; ricordo ancora quando tornò a casa
    dopo il primo ricovero, faceva difficoltà persino a parlare e nonostante questo
    mi aiutò a memorizzare la prima declinazione latina…Mia sorella è sempre stata
    molto colta, molto intelligente, mi ricordo che passava giornate a divorare
    libri…E’ difficile vederla afflitta da questa malattia terribile, e più la
    guardo e più la amo. Solo un anno fa ho cominciato a chiederle di uscire con me
    e con le mie amiche più fidate e vedevo la gioia e l’entusiasmo nei suoi occhi,
    non abituati ad avere amici attorno, abituati alla solitudine. Certo a volte ho
    dei momenti difficilissimi in cui penso che non ce la farò mai, che non
    riuscirò mai a sopportare tutto questo per una vita intera. Penso al mio futuro
    e lo vedo prima assieme a lei, prima di farmi una famiglia tutta mia. So che
    ovunque andrò, lei dovrà seguirmi e spesso mi chiedo se mai troverò un uomo che
    potrà sopportare tutto questo, se mai sarà giusto per lui e per i nostri figli.
    Poi però penso che questa è la mia vita, che non ci si deve abbattare, che
    bisogna essere forti, che bisogna stringere i denti e tirare indietro le
    lacrime perché la vita, nonostante tutto, è bellissima: è bellissima anche
    quando lei mi urla contro le sue paranoie, anche quando la ascolto in silenzio
    oppure le rispondo arrabbiandomi, anche quando io e i miei genitori ci
    guardiamo distrutti, con gli occhi pieni di dolore..tutto questo diventa ancora
    più bello quando viene ripagato da un suo sorriso, da una sua risata, dai suoi
    mesi “buoni”. Accettate questo commento come un mio sfogo o un modo per farci
    sentire tutti più vicini e meno soli. Vi abbraccio, rimaniamo forti.

  • carlo

    mi Carlo ho 37 anni e ho lo stesso problema di tuo fratello, mi e’ stata diagnosticata una schizofrenia, anchio pensavo di essere scelto da dio come il suo unto. e’ difficile da spiegare come si arrivi a pensare a tutto questo, ma nel mio caso ha una logica apparente, in sintesi e’ come se ti arrivassero messaggi logici dal mondo reale e dalla quotidianita’, io ad esempio ho incominciato con delle coincidenze strane che mi capitavano, a cui non riuscifo a darmi una spiegazione, era il colore azzurro che mi perseguitava sembrava che mi volesse indicare una direzione da seguire, piu credevo a questa cosa piu le coincidenze diventavano assurde e vere, pensavo che fosse un disegno di dio fatto per me, per guidarmi verso una meta e la verita’ ma poi.un giorno sul lavoro un collega passando li da me mi disse una cosa strampalata, rispondendo a una domanda a sfondo religioso che in quel momento stavo pensando assiduamente, non so ancora adesso se quella fosse un allucinazione o cosaltro, ma da quel momento ho incominciato a dare giu di testa, le coincidenze a sfondo religioso sono diventate sempre di piu frequenti, come le allucinazioni vado avanti da 10 anni con queste cose, ma ho ancora la testa sulle spalle, ho un lavoro regolare e sono consapevole che quei segni potrebbero anche essere frutto di una mia malattia mentale. il dubbio mi rimane e cosi cerco di rendermi utile almeno nel sociale, mendicando o facendo cose simili, . questa e’ la mia storia.
    cmq mi piacerebbe molto parlare con tuo fratello. perche io lo capirei e forse riusirei a capire da dove viene tutta la sua convinzione.

  • Piccolo Buddah

    A me hanno dato della schizofrenica, ma hanno sbagliato diagnosi degli incompetenti per i reati che ho subiti. State attenti a giudicare gli altri. Molti medici sono corrotti o sbagliano perché non ascoltano fino in fondo. Basta fregarsene e non farsi intortare da specialisti da 4 soldi. A volte lo scoprire certe cose e remare contro fa comodo alla società bollarti.